Diario di cantiere 2012-2013-2014

 

Il recupero e valorizzazione del sito minerario di Saint-Marcel è un progetto pilota previsto dal piano programmatico inserito nella Legge Regionale 18/04/2008, N. 12, “Disposizioni per la valorizzazione dei siti minerari dismessi” e finanziato con fondi europei Programma Operativo FESR Competitività Regionale 2007/2013.

Lo scopo dell’intervento è stato la conservazione e la valorizzazione del sito minerario dismesso di Servette a Saint-Marcel (AO) in ambito turistico-culturale, scientifico, dell’ambiente e del patrimonio culturale, unitamente allo sviluppo economico e sociale delle risorse ad esso collegate.

 

Le fasi di redazione degli elaborati progettuali sono iniziate nel 2010 con la progettazione preliminare a cui è seguito il progetto definitivo e l’esecutivo, quest’ultimo è andato in appalto nel 2013, i lavori di recupero sono iniziati nell’agosto dello stesso anno e si sono protratti fino all’estate del 2015.

 

La presenza di vincoli naturalistici (Zona Protezione Speciale) e di edifici storici notificati presso la Soprintendenza per la Tutela dei Beni Paesaggistici ed Architettonici nonché il particolare stato di degrado dei luoghi e la presenza di vincoli orografici, climatici ed ambientali, hanno portato ad una particolare complessità nella progettazione degli interventi.

 

La progettazione è avvenuta nel rispetto dei seguenti principi guida:

  • sicurezza: per i visitatori e per i lavoratori;
  • accessibilità: per garantire la fruibilità al maggior numero possibile di visitatori, comprese le persone diversamente abili (limitatamente alla galleria San Giuseppe);
  • autenticità: per rispettare le specificità dei contesti e degli ambienti minerari;
  • attrattività: per soddisfare le attese dei visitatori e di conseguenza attrarre nuovi visitatori;
  • sostenibilità: ambientale, culturale ed economica.

 

Il conseguimento degli obiettivi sopra evidenziati è avvenuto attraverso lo sviluppo delle seguenti linee progettuali:

  • riassetto ambientale e messa in sicurezza di parte del sito minerario dismesso, oggetto di intervento, con particolare attenzione alla stabilità dei relativi vuoti sotterranei e alla difesa del suolo;
  • riassetto della rete sentieristica di collegamento fra i vari cantieri, dotandoli di spazi per la sosta e punti di osservazione;
  • utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica e realizzazione di opere strutturali in calcestruzzo armato con micropali e tiranti;
  • recupero e conservazione degli edifici storici, dei cantieri, delle strutture minerarie più rappresentative sotto l’aspetto tecnico scientifico e storico culturale con finalità scientifiche, formative, culturali e turistiche;
  • recupero e conservazione del patrimonio archeologico, documentale, fotografico, di interesse conoscitivo della storia e della cultura mineraria;
  • ideazione e progettazione di attività educative, ricreative e culturali.

 

L’intervento di recupero ha necessitato un alto livello di specializzazione e di interdisciplinarità progettuale e ha compreso:

  • il recupero architettonico di edifici storici,
  • la viabilità e sentieristica di montagna,
  • l’ingegneria mineraria,
  • la geologia e geotecnica,
  • le indagini archeologiche,
  • l’ingegneria strutturale e naturalistica,
  • gli impianti idrico, elettrico, fognario e fotovoltaico,
  • gli impianti di illuminazione, aereazione, emergenza/allarme in sotterraneo,
  • gli allestimenti scenografici e dimostrativi delle tecniche minerarie (coltivazione e trasporto),
  • gli allestimenti multimediali immersivi;

 

Le difficoltà nella fase progettuale si ripercuotono ed amplificano nella fase di esecuzione dei lavori che sono avvenuti durante tre annualità con periodi di interruzione invernale.

Durante i lavori si è fatto ampio uso dell’elicottero sia per i trasporti di materiali che per i getti di calcestruzzo, per i lavori in parete ed in sotterraneo sono state utilizzate maestranze specializzate; è stata inoltre progettata e realizzata una apposita pista per portare una perforatrice cingolata a quota 1850 m s.l.m. al fine di realizzare 35 metri di fornello per l’areazione forzata della galleria M “livello 1815”.

 

Sono stati redatti i seguenti studi specifici:

  • Relazione di Incidenza in quanto Zona a Protezione Speciale
  • Compatibilità dell’intervento per Frana
  • Valutazione del rischio geologico e idrogeologico
  • Verifica sismica per ogni edificio recuperato all’uso
  • Documentazione per l’avvio delle procedure espropriative (piano particellare e valutazione preliminare dei costi della procedura espropriativa)
  • Progetto di Recupero Ambientale
  • Valutazione Rischio Ambientale
  • Indagini dendrocronologiche e C14

 

 

Principali interventi realizzati:

  • area pic-nic di Druges: realizzazione di uno chalet in legno;
  • realizzazione di nuova viabilità sentieristica posta in porzioni sicure di versante;
  • realizzazione di un sistema di protezione dalla caduta massi
  • realizzazione di interventi di disgaggio, ancoraggio e rimozione di rocce instabili
  • chiusura degli imbocchi ai vuoti sotterranei con sistemi che garantiscono l’inviolabilità delle gallerie di San Giuseppe, livello m 1750, Tillier, San Giacomo e livello 1775 e livello 1815.
  • recupero e conservazione degli edifici storici utilizzati per lo sfruttamento della miniera in tempi più recenti e utilizzati fino all’abbandono della stessa (metà degli anni ’50 del secolo scorso): deposito detonatori, polveriera e casa del custode (risalenti verso la fine del XIX secolo), edificio forgia e edificio di servizio (dormitorio ed annessi locali);
  • recupero per la fruizione turistica della galleria “M” a quota 1815, della galleria San Giacomo e San Giuseppe
  • recupero in forma statica della teleferica “va e vieni” utilizzata per il trasporto a fune del minerale estratto agli impianti a valle verso il Torrente di Saint-Marcel: stazioni intermedie di carico, cavalletti, organi di supporto, movimento e comando quali: pulegge, castelletto, impianto di frenatura a nastro.
  • recupero della slittovia (pista utilizzata per portare il minerale dalle miniere alla fonderia di Tréves);
  • recupero conservativo della fonderia di Trèves: resti di fabbricati (muri perimetrali e ciminiera) in pietra, destinati ad antica fonderia del rame, risalente al XVI secolo;
  • fruibilità turistica delle discariche di scorie di fusione a valle dei forni;
  • grafica di oltre 30 pannelli informativi e direzionali posti lungo la sentieristica al fine di una completa fruizione turistica dell’intervento.