MINIERA ROMANA

Si tratta di una fenditura lunga circa 7-8 m nella parete rocciosa, parzialmente nascosta dal detrito.

Non ci sono dati che ne certifichino in assoluto l’età romana, tuttavia la tecnica di coltivazione utilizzata e la certezza che gli antichi romani lavorassero in numerose miniere della Valle d’aosta confermerebbero questa tesi.

Essa era stata avanzata da De Robilant, ispettore Generale delle miniere degli Stati Sabaudi in un atto del 1788, che aveva notato nelle gallerie di Servette la presenza di nicchie predisposte per accatastare il legname da bruciare per rendere la roccia più tenera e lavorabile ed inoltre che i sotterranei avevano più sbocchi per evacuare velocemente i fumi tossici prodotti dall’azione del fuoco sulla roccia.

La natura degli scavi non è ben definita, anche se potrebbe essere riferibile ad antichi tentativi di coltivazione dei minerali di rame.
Si tratta di un sottoscavo alla base di una parete rocciosa alta una decina di metri.

“Plan ichonographique et profil” della miniera di Servette (ROBILANT, 1788)

Ingresso della “galleria romana” in Loc. Servette

La zona coltivata è lunga 18 m con gran parte della volta dello scavo crollata. La roccia ancora sospesa si presenta molto più fratturata di quella circostante ed è molto più instabile.
Lo scavo è irregolare, con una profondità che un tempo poteva raggiungere alcuni metri, ma a causa dei crolli risulta difficile avere una chiara idea della morfologia dell’eventuale sotterraneo. Sulla roccia sono evidenti colate e spalmature di carbonati di rame.

LIVELLO “SAN GIACOMO”

Il livello San Giacomo si apre a quota 1759, alla base di un gradone roccioso, è facilmente individuabile per la presenza di un ampio piazzale antistante all’imbocco. La galleria principale, diretta prevalentemente verso S, è lunga 49 m, ma in realtà lo sviluppo globale del sotterraneo è maggiore date le diramazioni laterali.

Ingresso della galleria San Giacomo in Loc. Servette

In questo livello si rinvengono tipologie di scavo riferibili sia alla coltivazione mineraria vera e propria, sia all’estrazione di pietre da macina.

Ingresso della galleria San Giacomo in Loc. Servette – Elaborazione in falso colore di una nuvola di punti rilevata con metodologia Laserscan

L’imbocco è molto ampio con una caratteristica morfologia a volta, e permette l’entrata in un camerone dal quale si dipartono diversi scavi.

Camerone di ingresso della galleria San Giacomo in Loc. Servette

Nel camerone iniziale e nel primo tratto di galleria, sia sulle pareti che sulla volta, sono presenti molte fra macine incompiute o evidenti sedi di distacco delle pietre da macina.

Tale fatto lascia presumere che in questo livello si siano svolti lavori in periodi diversi, i primi dei quali potrebbero essere riferibili a diversi secoli addietro.

L’inizio delle attività di scavo potrebbero essere riconducibili al periodo medioevale se non addirittura romano, con fasi successive riferibili al XVIII o XIX secolo.

Relativamente al periodo medioevale l’attività è probabilmente da riferire all’estrazione delle pietre da macina, le cui tracce sono disseminate quasi ovunque nel sotterraneo.

Estrazione delle pietre da macina nella galleria San Giacomo in Loc. Servette

La presenza sul piazzale antistante l’imbocco di attrezzature minerarie di recente utilizzo, così come lo stato dei traversini in legno della decauville e la stazione di carico lungo la teleferica va e vieni per l’Acqua verde, dimostrano che anche negli ultimi anni sia stata svolta qualche attività di ricerca o estrazione.

Estrazione delle pietre da macina nella galleria San Giacomo in Loc. Servette  
Elaborazione in falso colore di una nuvola di punti rilevata con metodologia Laserscan

LIVELLO 1815

Si apre circa sull’ampio piazzale a quota 1815 m e attualmente è lunga 133 m. Dato che i primi metri sono scavati in terreno morenico, è stato necessario armare la galleria con robusti quadri.

Vista aerea del piazzale sommitale e ingresso della galleria Livello 1815;
sono visibili: il piazzale di cernita e prima lavorazione del minerale, le discariche di sterile, le aree violacee sono le posizioni dove veniva effettuato il primo arrostimento del minerale estratto (riduzione dei solfuri)

È tra le gallerie poste a quota più alta e il suo scavo venne iniziato nei primi mesi del 1954 con il sotterraneo che alla fine dell’anno aveva raggiunto la progressiva 43 m, incontrando una prima mineralizzazione di pirite.

Ingresso della Galleria Livello 1815, situazione prima dell’intervento di recupero in Loc. Servette
Elaborazione in falso colore di una nuvola di punti rilevata con metodologia Laserscan

L’anno successivo vennero ripresi i lavori che dopo 30 m incontrarono una faglia quasi verticale diretta N-S.

A questo punto la direzione della galleria subì una variazione, al fine di seguire detta faglia, che fu esplorata anche verticalmente con un camino di oltre 10 m dove sono ancora presenti vari travi utilizzati per la salita.

Galleria Livello 1815 – Camino – Elaborazione in falso colore di una nuvola di punti rilevata con metodologia Laserscan

La galleria veniva quindi proseguita verso N fino ad incontrare di nuovo la pirite, sempre molto mista a materiale sterile.
L’anno prima della chiusura della miniera si scavava ancora in questa galleria, seguendo un filone che variava da 10 a 80 cm di potenza.

Vista interna della galleria Livello 1815

LIVELLO “SAN GIUSEPPE”

Il livello 1725m, denominato galleria San Giuseppe, fu scavato per 101 m in epoca antica  e quindi per altri 100 m nel 1952 entro scisti a granato e cloritoscisti per servire da ribasso al sovrastante livello Tiller.

Galleria San Giuseppe – ingresso

Sul terreno si possono ancora osservare le traversine delle rotaie per i carrelli decauville con i quali veniva trasportato il materiale.
In diversi punti della galleria è presente acqua stagnante rossastra profonda circa una decina di centimetri che contribuisce a conservare le traversine in legno della galleria.

Galleria San Giuseppe – interno

Al fondo della galleria venne scavato anche un camino lungo 29 metri inclinato di 36° per il collegamento col livello Tiller (per il ricupero della pirite rimasta a quota 1755- la zona degli scavi alti della parte Sud della miniera) ma esso non fu mai portato a termine; lo scavo si arrestò infatti dopo i primi 6 m.
La galleria ha un andamento regolare e rettilineo per circa 100 m, poi svolta a destra in un punto dove la volta della grotta è sorretta da alcune travi. Prosegue quindi più stretta e bassa e continua fino al camino incompiuto.

Galleria San Giuseppe – Camerone nei pressi dell’ingresso, sulla sinistra è visibile una ripiena –
Elaborazione in falso colore di una nuvola di punti rilevata con metodologia Laserscan

LIVELLO “TILLIER”

I lavori in questo cantiere non sono tra i più recenti, dato che già nel 1909 si lavorava nel livello Tillier dove si coltivava una grossa lente di pirite. L’avanzamento della galleria venne sospeso nel 1912, ma si continuò l’esplorazione per altri otto anni. Nel 1920 si lavorò anche sul lato S-E e negli anni seguenti venne progettato il collegamento a mezzo di un fornello con la galleria San Giuseppe, che tuttavia non venne mai ultimato.

Attualmente la galleria è in discrete condizioni ed è collegata ad una serie di cameroni ma sfortunatamente a causa della franosità del versante su cui insiste non è visitabile in condizioni di sicurezza.

Settore di Servette – Versante sud – nei pressi dell’ingresso del livello Tillier