La Geologia del Vallone di Saint-Marcel

Circa 200 milioni di anni fa (Ma), la risalita di correnti di calore dall’interno della terra genera una spaccatura nell’antico continente chiamato Pangea (1) e la successiva separazione della placca europea da una protuberanza della placca africana, denominata placca apula o Adria. Tra i due margini continentali in allontanamento si forma l’Oceano Ligure-Piemontese (2), estensione orientale del più vasto oceano della Tetide, che raggiunge nel suo massimo sviluppo una larghezza stimata in oltre 500 km. A seguito dell’apertura dell’Oceano Atlantico meridionale, avvenuta circa 100 Ma, la zolla africana inizia a ruotare e a muoversi verso nordest dando luogo ad un avvicinamento tra la placca apula e il continente europeo. La crosta oceanica sprofonda (processo di subduzione) sotto la placca apula (3) fino a quando le due masse continentali entrano in collisione e iniziano a deformarsi, a tagliarsi e ad accavallarsi dando luogo a pieghe, faglie e sovrascorrimenti. Tra circa 60 e 30 Ma, con il perdurare dell’azione compressiva, si ha un impilamento ed un innalzamento, in gran parte compensato dall’attività erosiva, delle diverse falde (orogenesi alpina), con esposizione delle porzioni di crosta che erano sprofondate anche a diverse decine di chilometri sotto la superficie terrestre (4).

Attualmente la spinta dell’africa è in parte contrastata dalla rotazione antioraria indotta dall’espansione di alcuni bacini all’interno del Mediterraneo occidentale e i suoi effetti si esplicano principalmente nelle Alpi orientali e nella catena appenninica, come risulta anche dalla significativa attività sismica in tali aree. La varietà delle rocce che costituiscono queste montagne è il risultato della trasformazione (metamorfismo) della struttura minerale delle lave, dei sedimenti marini e delle antiche rocce della crosta continentale e della porzione superiore del mantello terrestre sottoposte ad elevate pressioni e a variazioni di temperatura intervenute con la subduzione della crosta oceanica e lo scontro delle placche continentali. I livelli mineralizzati a pirite e calcopirite oggetto dell’attività mineraria a Servette derivano dal metamorfismo di depositi originatisi sul fondale oceanico (2) a seguito della fuoriuscita, da alcune fratture (fumarole), di soluzioni idrotermali (acqua calda mineralizzata) ricche di solfuri di rame e di ferro.